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Data 24/12/2009
Titolo
ORIO: lettera del Comitato
Notizia

PER FAR CRESCERE L’AEROPORTO, E’ GIUSTO FAR MORIRE INTERI QUARTIERI DELLA CITTA’?

Spett. Redazione

La lettura dell’articolo “Se l’aeroporto non cresce è destinato a morire” pubblicato sul vostro giornale il 22 dicembre u.s. ci ha profondamente indignato e preoccupato.
Dalle parole del management Sacbo sono emerse chiaramente le strategie della società, preoccupata unicamente di accontentare i suoi vettori e di non lasciarsi sfuggire l’appuntamento dell’Expo 2015 e l’occasione del Polo del lusso, e rivelando così la sua sensibilità solo per le logiche del profitto e della concorrenza.
Lo sviluppo dello scalo di Orio al Serio è in realtà una tematica ben più complessa ed articolata, che presenta gravi problemi di compatibilità ambientale che non possono essere risolti con “un pochino più di condivisione” da parte dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche: i danni per l'ambiente e per la salute provocati dal trasporto aereo sono una realtà' che non può più essere nascosta!
Non si può continuare a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunità a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e malati, riconoscere quanto l'evidenza scientifica ed i dati statistici mostrano già oggi.
L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO CAUSATO DALL’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO COINVOLGE L’INTERA CITTA’ ed i paesi limitrofi, non è solo un problema di Colognola, Campagnola, Malpensata o Brusaporto!
Da più parti si enfatizza l’importanza che lo scalo ha per l’economia bergamasca, ma nessuno sottolinea che esso “esternalizza gran parte dei suoi costi”, trasferendo sull’ambiente e sulla popolazione gli effetti negativi della sua attività.
Nessuno sembra interessato a quantificarne i danni ambientali ed i costi per la salute pubblica, oneri misurabili solo dopo aver fatto una seria indagine epidemiologica, operazione ormai improrogabile per Bergamo, città che già oggi gode di un triste primato: le malattie tumorali dei suoi abitanti sono nettamente sopra la media nazionale.
Dopo l’assemblea pubblica del 27 novembre u.s. molto sentita e partecipata, il Comitato Aeroporto di Bergamo ed alcuni cittadini di Colognola, esasperati e stanchi di vedere sistematicamente calpestati i più elementari diritti alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità del territorio, hanno incontrato il Prefetto e il Sindaco di Bergamo (e sono in attesa di essere ricevuti dal Presidente della Provincia e dal Vescovo) per segnalare l’insostenibilità della situazione venutasi a creare nei loro quartieri a causa dell’incessante sviluppo del traffico aereo.
Esistono precise normative nazionali ed europee per tutelare ambiente e cittadini: la loro completa applicazione è un diritto sacrosanto che non può essere negato; il TERRITORIO NON CHIEDE FAVORI O AGEVOLAZIONI PARTICOLARI, MA SOLO IL COMPLETO RISPETTO DELLE LEGGI E DELLE PRESCRIZIONI a cui era condizionato il rilascio della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) allo scalo bergamasco.
Come documentato, l’aeroporto di Orio al Serio:
• Agisce al di FUORI DELLA LEGALITA’ sia per quanto riguarda i voli notturni che per il mancato rispetto delle prescrizioni ministeriali. Una segnalazione circostanziata inviata a settembre 2009 al Ministero dei Trasporti è rimasta finora priva di risposta.
• Non opera in piena trasparenza sui dati relativi al rumore, all’inquinamento, alle situazioni di rischio.

• Non vengono rispettati gli indirizzi forniti dal Prefetto sia per il rispetto degli orari che per le azioni di simulazione relativamente ad un Piano di Rischio esterno all’aeroporto.

In queste condizioni, è stato un errore approvare la compatibilità urbanistica del Piano di Sviluppo Areoportuale, e quantomeno è stato inopportuno ribadire in Consiglio Comunale il “consolidamento dell’attività aeroportuale” con consistenti investimenti.

Gli interventi finora proposti e/o realizzati (radar, nuove rotte di decollo ecc.) non hanno dato soluzione ai problemi, ma si sono limitati a spostare da un’area all’altra le ricadute ambientali, peggiorando nettamente la situazione proprio dei quartieri cittadini che di fatto erano già i più penalizzati dall’inquinamento acustico ed atmosferico.
L’insonorizzazione delle abitazioni proposta dal presidente Sacbo, Mario Ratti, per mitigare l’impatto ambientale, appare inaccettabile e vergognosa: non si può negare alle persone il diritto ad una vita normale, non si può impedire ai bambini la gioia di correre nei giardini, ai giovani la possibilità di fare sport all’aria aperta ed ai più anziani la soddisfazione di godersi un meritato riposo seduti sulle panchine dei parchi pubblici.
Chi fa queste proposte sarebbe disposto ad imporle ai propri figli o a viverle personalmente? Vale la pena ribadire che nessun cittadino intende svendere la propria salute, né rinunciare alla qualità della vita!
Preoccupante è poi la distonia tra gli annunci dei manager Sacbo di un ulteriore consistente sviluppo aeroportuale e quanto formalmente sostenuto dagli azionisti di riferimento (Provincia e Comune) su un limite di sviluppo già raggiunto e probabilmente, sulla base dei pochi dati disponibili, già superato.

Sia il Prefetto che il Sindaco di Bergamo hanno convenuto che il problema aeroporto esiste ed è necessario affrontarlo.
Ferma restando la possibilità per i cittadini di agire in giudizio per richiedere il ripristino della legalità, il Prefetto ha dichiarato che questo scalo, per la sua conformazione e collocazione, non ha possibilità di ulteriori sviluppi (che potrebbero invece riguardare altre realtà lombarde meno critiche dal punto di vista ambientale) e si è reso disponibile a sostenere presso la Sacbo, la Commissione Aeroportuale e le Amministrazioni Pubbliche interessate l’esigenza di valutare le richieste della popolazione ed assumere i provvedimenti necessari. Ha altresì dichiarato la disponibilità a far partecipare i cittadini all’analisi ed alla verifica delle iniziative di tutela ambientale che dovranno essere poste in atto per garantire la piena compatibilità della struttura aeroportuale con il territorio circostante.

Anche il Sindaco di Bergamo ha convenuto sulla necessità di affrontare il problema in modo più radicale di quanto si sia fatto sinora e si è impegnato a sottoporre alla società di gestione dell’aeroporto le istanze presentate dal Comitato, richiedendo risposte tempestive ed esaustive.

D’altro canto Comitato aeroporto e cittadini non sono più disposti a transigere o accettare pretestuosi rinvii o soluzioni palliative (come quella dei decolli a testa pista, che sembrano propedeutici all’attivazione dei collegamenti intercontinentali): la protesta si protrarrà fino a quando la pubblica amministrazione non avrà garantito il rispetto della normativa e delle prescrizioni disattese e non saranno date risposte credibili e concrete per la soluzione dei problemi che rendono oggi impossibile vivere nei quartieri a sud-ovest della città.
Anche se si sta attraversando un momento di profonda crisi, non è giusto che a prevalere siano gli interessi economici di pochi: è responsabilità della classe politica operare per il bene di tutta la popolazione e di tutti i territori amministrati, tutelando la salute delle persone e salvaguardando l’ambiente, nel rispetto dei valori di legalità, solidarietà e giustizia.

Sicuri che il Vostro giornale darà voce anche alla nostra protesta, affinché il tema aeroporto possa essere compreso in tutti i suoi problematici aspetti, ringraziamo per lo spazio che vorrete dedicare a questo nostro scritto.

Bergamo, 23 dicembre 2009

Comitato aeroporto di Bergamo

Per un approfondimento di queste tematiche si consiglia di visitare il sito Internet
www.comitatoaeroportobergamo


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Autore Ufficio CED



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