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Note Storiche e commenti
Il comune di Treviolo compare nei documenti antichi con il nome di trevilio o trivilio (carte del 910-911) Triviolo (1159) Triviliolo (1174) secondo Angelo mazzi, quest'ultima denominazione sarebbe utilizzata in contrapposizione al più grande Treviglio. Le origini del paese sono comunque anteriori, come dimostrano i ritrovamenti Archeologici di epoca romana (urne sepolcrali, monete, tracce di fondamenta di grandi costruzioni) è probabile che a quell'epoca fosse un sobborgo della città.
Nella Pianura a sud-Ovest di bergamo, tra la strada provinciale Bergamo-Milano e la sponda sinistra di del fiume Brembo è situato il centro di Treviolo.
Rispetto agli altri comuni la sua maggiore espansione iniziò nella seconda metà dell'Ottocento diventando il nucleo abitativo più consistente. Questa importanza storica è sempre stata rapportata a centri come Albegno e Curnasco che nel tempo sono venuti ad esso dipendenti, tanto da essere attualmente inglobati nel suo territorio.
Ciò avvenne non senza difficoltà. Si ricorda in particolare la ricerca di autonomia amministrativa che ancora tra il 19946e il 1966 interessò Curnasco arrivando a ben quattro volte a richiedere presso il Consiglio provinciale il ristabilimento del privilegio comunale.
Purtroppo alcune affrettate considerazioni hanno influito nella decifrazione della vera entità storico-culturaledell'antoico comune, anche perché all'origine il centro era costituito da cascinali sparsiper la campagna che ne rendevano apparentemente disomogeneo il nucleo, ma che rerano ampliamenti giustificati nei confronti del territorio.
Nella seconda metà dell'Ottocento Treviolo contava circa novecento abitanti arrivando di poco a superare il migliaio. Il terreno alluvionale e quindi a fondo ghiaioso non è mai stato ben disposto per una naturale fertilità.Ma l'abbondante opera di irrigazione avvenuta tramite le bonifiche monastiche ha permesso di renderlo assai produttivo tramite una ricca raccolta di cereali, frumento e granoturco. Anche se in forma minore rispetto alla vicina Curnasco, vi sono state piantagioni di Gelsi. Ma è stato soprattutto l'allevamento del bestiame da stalla e da cortile, e quello dei bachi da seta che lo hanno reso autonomo sotto il punto di vista commerciale.
Ancora nell'Ottocento era ricordato per la sua produzione agraria e industria tessile rappresentata in particolare da un'opificio per la "trattura" della seta che impiegava in media settanta operai.
Senza addentrarci nei precedenti storici riguardo le prime fonti documentate, l'antichità di questo paese è attestata dai documenti della Curia Vescovile di Bergamo già illustrati dai Rocchettie risalenti al 1183. La sua posizione strategica lo espose alle innumerevoli devastazioni che le diverse fazioni locali perpetravano sul territorio circostante la città capoluogo.
Nei secoli XIII e XIV Treviolo fu ricostruita dai Ghibellini e occupata dai Suardi. Anche il castello di Albegno, tra l'altro gia citato nel XIII secolo doveva essere ghibellino.
Non dimentichi che questa consonanza nasceva dal fatto che Treviolo e Albegno furono anche tra i primi nel medioevo a costituirsi come autonoma comunità rurale.
Nel 1399 Treviolo divenne centro di famose processioni di popolo, che sull'onda dei movimenti spirituali medioevali , come quelli dei "Penitenti" imploravano la pace tra preghiere e salmodie.
Questa attività si organizzò successivamente nella "Confraternita dei Disciplini" che vantò radici molto profonde nella realtà bergamasca.
Un altro tragico fatto risale al 1405 quando nuovamente il borgo di Treviolo venne assaltato dai Guelfi capitanati dal Colleoni di Trezzo facendo una vera e propria strage di abitanti dichiaratisi Ghibellini. Nelle stesse occasioni furono occupati i centri di Ciserano e Sforzatica.
La sua appartenenza al collegio elettorale di Caprino Bergamasco lo inseriva in una vasta area diversa dall'attuale, insieme ad Albegno e Curnasco.
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Treviolo - Castello Medioevale |
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Treviolo - Panorama |
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Treviolo - Villaggio Nuovo |
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Treviolo - Panorama |
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Treviolo - Villaggio Nuovo |
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Treviolo - Chiesa |
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La diversità di alcune tradizioni e di alcuni elementi urbani che la ricerca ha evidenziato, viene giustificata con l'indipendenza che le tradizioni hanno avuto nell'attuale comune.
Per esempio Albegno che faceva già parte dell'antico mandamento di Bergamo Campagna fu sempre autonomo sia sotto il punto di vista amministrativo che religioso.
Anche gli stessi documenti diversificano alcune date, infatti Ugelli e il Lupi indicano Albegno citato in documenti risalenti al 951. Oppure sotto il punto di vista degli insediamenti religiosi basterebbe ricordare la chiesa di Santa Cristina, citata nella costituzione emanata dal Capitolo e dal Vescovo di Bergamo per regolare le condizioni della Diocesi, in data 1309.
Circa altre fonti sulla località dobbiamo segnalare il cospicuo "Corpus" di notizie storiche fornito dalle pergamene giacenti presso l'Archivio di Stato di Bergamo e dalle fonti comuni della storia bergamasca.
Una menzione meritano i manoscritti di Don Mario Tagliabue conservati presso il monastero di Pontida e la lunga serie della Visite pastorali registrate nell'Archivio Generale della Curia Vescovile.
Materiali più vicini a noi sono invece i Registri Anagrafici dell'Ottocento, conservati presso l'Archivio Comunale del Comune dal 1938. la località è estremamente interessante considerato che la denominazione come abbiamo già in parte riferito nello sviluppo del toponimo compare nel '871 (Albineas), nell'879 (Albinie), nel 911 (Albineas), nel' 968 (Albigna), nel 964 (Albigna), nel 985 (Albine), nel 1263 (Albennio), nel 1319 (Albegno), nel 1428 con la pace di Ferrara stipulata tra i Visconti e Venezia, la località insieme a Bergamo entrò definitivamente sotto il dominio veneto. |
Curnasco invece fa sicuramente parte di quella riorganizzazione territoriale risalente alla dominazione romana (II secolo A.C.) dove la bassa bergamasca ebbe importanza notevole fino alle aree del trevigliese, la zona dell'Isola, fino alle piane di rimpetto all'antico Municipio Orobico.
Nel suo territorio sono state trovate tracce di fondamenta di grandi costruzioni, urne sepolcrali, armi monete e vari oggetti di quel periodo. Il suo toponimo potrebbe essere confermato da un " fundo Curnasco" risalente ad un atto del 774. più propriamente questa terminazione oggettivale viene ritenuta originariamente ligure e adottata poi dalle popolazioni celtiche stanziali.
Un interessante rapporto esiste con la stessa località di Curno, in raltà nel 1927 Curno e Mozzo (con località Dorotina) vengono accorpati nel comune Cordolo fino a riottenere la loro autonomia nel 1947.il Comune di Curnasco, invece, si fuse nel 1928 con le località di Treviolo e Albegno nel nuovo comune di Treviolo.
E' interessante ricordare che la stessa località di Curno viene indicata nella forma attuale già in alcune pergamene del IX secolo così da metterlo subito in relazione alla nostra località.
Un diverso valore va dato alla località di Roncola.
Questa denominazione è piuttosto diffusa pensando ai diversi luoghi presenti in moltissime località della bergamasca e in definitiva dell'area Lombarda. Il termine deriverebbe da "Runcola" diminutivo femminile di "Runcus". Da una forma letteraria dotta si è passati alla dialettale "Roncal" ossia terrazzamento a vignato, colle lavorato, dal latino medioevale "Runcus" sostantivo tratto da "Runcare" ossia sarchiare il terreno. Si veda anche la voce bergamasca "Runk" vigna in poggio, podere situato in colle con più campi disposti a gradinata e utilizzati per la vigna.
Così il Tiraboschi descrive questo Toponimo.Lo sviluppo storico e urbanistico di Treviolo si può circoscrivere all'attuale centro storico delimitato dall'antica Via Umberto I (oggi Via Roma) e dalla strada comunale del Cortone che proseguiva nella Via del Serto.
L'antica vocazione del nucleo viene avvalorata anche dagli originali toponimi, Vicolo Broli, Via del Molino, Via della Cisterna, sono tutti riferimenti ad attività legate all'agricoltura ed a una produzione antartica, a cavallo tra lo sfruttamento intensivo del territorio e l'uso di piccoli appezzamenti di terreno, soprattutto all'interno del centro abitato.
Diventa perciò piuttosto interessante risalire all'etimo del nome attuale. Treviolo infatti, sembra derivare dalla presenza di un trivio al centro del paese quale dal quale poi si sviluppò l'abitato, lo stesso che si potrebbe osservare nelle antiche cartografie nell'incontro tra Vicolo Broli e Via della Cisterna. Sono però ipotesi poco attendibili che affondano la loro credenza in fatti popolari riscontrabili anche in altre località.
La più probabile documentazione è documentata in diversi atti del X secolo come "Trevilio" o "Trivilio" (da tres Ville). Ma in un diploma del 1159 si trova la forma di "Treviliolo" che doveva essere usata da tempo per distinguere questo abitato da Treviglio. Il suffisso diminutivo -ol- fu introdotto intorno al Mille per probabili ragioni pratiche. Ancora una volta ad ogni buon conto si risale al Celtico per il termien "TREV" significante secondo il Rosa "Villaggio". Sicuramente la presenza del Castello di Treviolo doveva dare al centro un'importanza strategica piuttosto rilevante.
Il suo nucleo potrebbe rappresentare il baricentro del vero sviluppo urbano oggi reso irriconoscibile dagli abbattimenti ottocenteschi e dai mutamenti attuali.
L'Attività agricola era supportata da una fitta rete di canali irrigui chiamati "Seriole".
Nell'antica toponomastica la gia citata Via Fracchiagombiti confluiva in una Via del Seriolo. Intorno al paese il canale detto "Serio Piccolo" e un fosso scolmatore per le irrigazioni seguivano l'antica Via del Serio proseguendo verso l'attuale cabina del Metano (di fronte a Via degli Assini).
L'importanza delle acque per il contado viene anche avvalorata dai documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Venezia (Inquisitorato delle acque Bergamo, Vol.II 2048) dove viene ricordato Curnasco facente parte della Cappellania, mettendolo in riferimento al Comune di Lallio sulle dispute che i veneziani avevano localmente circa la gestione delle acque e il mantenimento di un efficiente sistema. Infatti, secondo le norme propagate dai Rettori Veneti (vedi Predelli regestri dei comuni, Bergamo, 14/17 - 1456, Agosto 4) era responsabilità degli abitanti tenere sempre sgombri gli argini delle Seriole e fare manutenzione delle strade parallele ad esse.
Gli stessi canali irrigui non potevano essere scavati senza un particolare consenso. La lettura del territorio comunale ancora si confonde con le antiche vocazioni attualmente riscontrabili. In fregio a Via Treviolo un recinto a frutteto, proseguendo un prato uso pascolo delimitato proprio dal fosso oggi coperto utilizzato per il Mulino. Molto interessante il perimetro dell'antica Filanda abbandonata (Via Galetti angolo Via Arioli Dolci) proprio al limite di un riquadro un tempo suddiviso in numerose cascine rurali in parte a corte chiusa in parte aperte verso la Via Fricchiagombiti. Lo stesso si può dire per i vecchi fenili ormai abbandonati che si mischiano ad abitazioni private in alcuni casi disabitate.
Degno di attenzione nell'antica Via del Seriolo lo spazio cortile a cascina abbandonata che diventerà probabilmente un ricovero per anziani. (Via Arioli Dolci)
Dall'analisi dei rilievi possiamo così definire come tipologia prevalente la cascina a corte chiusa, direttamente prospiciente alla strada e collegata ad essa da un portone, il cosiddetto passo carraio. Un interessante toponimo è quello di Vicolo Lavi, perpendicolare all'ex Via Umberto I oggi Via Roma. È questo sicuramente un patronimico di derivazione latina e non sarebbe del tutto fuori luogo un sondaggio di natura archeologica onde risalire alla creazione di quel riquadro urbano appena prospiciente all'attuale Comune.
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Via Roma, 43 - 24048 Treviolo (BG)
Tel. 035 2059111 Fax 035 2059119
Partita Iva 00330220161 |
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