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Aree verdi - Informazioni generali

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OSSERVAZIONI SULLE AREE VERDI

Schema riassuntivo degli interventi proposti

Legenda:

 

- P1: programma a breve/medio termine di manutenzione straordinaria impianto esistente;
- P2: progetto di adeguamento dell'impianto esistente (interventi di miglioramento);
- P3: progetto di sostanziale modifica dell'impianto esistente;
- P4: progetto di nuovo impianto;
- G: spazi proponibili per progetti di gestione privata affidata gruppi di utenti (u) o gestita con sponsorizzazioni (sp) da parte di privati, enti o associazioni.
Per tutte le aree verdi è inoltre previsto un programma di buona manutenzione ordinaria di base così come definita nel Capitolo Speciale - Norme tecniche di esecuzione.La seguente ripartizione delle aree segue un criterio funzionale/urbanistico e non una suddivisione in funzione di categorie manutentive; per gli aspetti specifici si rimanda all'elaborato "Schede di valutazione delle singole aree".

  Ingresso Parco Zanchi
  Ingresso Parco Zanchi

PARCHI URBANI DI IMPIANTO STORICO

Parco Zanchi è l'unico parco urbano di impianto storico e, ospitando gli alberi di maggiore età e dimensioni, necessita più di altre aree di periodici controlli dello stato sanitario e della stabilità degli alberi, cui far seguire programmi di cura e di manutenzione straordinaria.
I problemi inerenti le alberature di notevoli dimensioni sono in parte già stati accennati: gli alberi, soprattutto se sottoposti a potature drastiche ed effettuate senza tecniche adeguate oppure se hanno subito danni da maltempo (come nel caso di Parco Zanchi), sono infatti soggetti a possibili infezioni "carie" da legno, un'alterazione provocata principalmente da miceti lignino-cellulosolitici in grado di alterare e demolire i tessuti meccanici degli alberi minandone la stabilità.
Già nel 1986 alcuni grossi alberi sono crollati (ad es. un grosso Cedrus atlantica "glauca" presso il laghetto) o sono stati eliminati in quanto potenzialmente pericolosi (come un grosso Populus inclinato su Via Fantoni ed un Celtis nei pressi del bar).
Questi episodi sono continuati degli anni, un po' per motivi legati al fisiologico riportate le osservazioni dettagliate condotte in seguito al nubifragio dell'estate 1996 . Un altro problema riscontrato in particolare nel parco è inoltre quello del forte carico di frequentatori, che determina usura del tappeto erboso e costipazione del terreno provocando, nel medio-lungo periodo, danni anche agli apparati radicali degli alberi ed alle micorrize ad essi associate (le micorrize sono associazioni simbiontiche tra radici degli alberi e funghi).
Negli ultimi decenni il parco è stato infatti interessato da una rapida evoluzione ed intensificazione dell'utilizzo accompagnata, come è naturale dove la "pressione antropica " si fa più pesante, da un lento ma continuo processo di deperimento del patrimonio erboreo. Parlare di "pressione antropica" non è un eufemismo, poiché anche il semplice calpestio esercitato da migliaia di persone può modificare pesantemente la struttura e quindi la permeabilità ad aria ed acqua dei primi orizzonti del terreno, dove si sviluppa la maggior parte delle radici degli alberi, con evidenti riflessi sulla salute degli alberi stessi.
Anche la presenza di un tappeto erboso ornamentale ai piedi di alberi vetusti è abbastanza innaturale e controproducente: sia per la competizione esercitata a livello radicale, sia per le continue asportazioni di sostanza organica (erba, foglie) generalmente non restituita al terreno, sia per le ferite meccaniche ed il costipamento esercitato dai macchinari utilizzati per lo sfalcio.

OSSERVAZIONI GENERALI SULLE AREE VERDI

Benché esistano alcune aree caratterizzate da nuova qualità di impianto (ad es.: Parco Zanchi, Parco S. Cristina) in generale si è evidenziata una certa "carenza di progetto" e la necessità di integrare la semplice manutenzione ordinaria con interventi a carattere straordinario o addirittura di vero e proprio riordino dell'impianto vegetale; ad esempio si sono osservate frequenti incongruità, quali la cattiva disposizione degli alberi che rende difficoltosa la manutenzione ed in qualche caso ostacola addirittura la fruizione delle aree (ad es. nel caso dell'area di via Bachelet, presso il Centro civico di via Piave, parcheggio di via Terzi/A. Moro, area via Carboto/Marco Polo, etc.) oppure la mancata rispondenza del verde scolastico alle specifiche esigenze del particolare tipo di utenza (cfr. allegato "Schede di valutazione delle singole aree" e note riassuntive riportate di seguito).

In generale, a fronte di una buona dotazione di aree verdi in termini di superficie complessiva, si è notata una certa scarsità di parchi, giardini ed aree attrezzate di qualità che siano facilmente fruibili: la gran parte delle aree verdi è infatti costituita da aiuole o piccole aree di corredo a sedi viarie o di corredo a edifici pubblici, scolastici e aree cimiteriali.
Tale situazione sembra confermata dal forte carico di utenza che si riversa problematiche su parco Zanchi.
In funzione delle considerazioni appena esposte, una possibile strategia per il futuro potrebbe essere quella di migliorare la dotazione di aree verdi caratterizzate da sufficiente ampiezza ed attrezzate in modo da favorire l'utilizzo da parte delle diverse fasce della popolazione.
Una delle poche aree che si potrebbe prestare a fornire alternative piacevoli alla frequentazione di Parco Zanchi, è Parco di Brembo.
Diverse aree verdi hanno dimensioni medio piccole e, a anche a causa della non sempre idonea qualità di impianto, abbinano una scarsa efficienza in termini ambientali ad un elevato costo unitario di manutenzione (dovuto alla scarsa possibilità di meccanizzazione).
In qualche caso queste aree hanno però buone potenzialità di fruizione, configurandosi come piccole aree verdi di vicinato, cioè aree facilmente raggiungibili dalle abitazioni limitrofe: ad es. l'area attigua all'edificio di via Roma, l'area via Terzi/A. Moro, l'area di via Caboto/marco Polo, le aiuole del parcheggio Cogen.
Le potenzialità di queste aree andrebbero verificate analizzando le effettive esigenze della popolazione residente nelle vicinanze, anche ai fini di un possibile convenzionamento con privati a cui affidare la manutenzione.
In questo caso il Comune, a fronte dei mancati costi di manutenzione, potrebbe fornire l'assistenza tecnica per interventi di miglioramento ed il lavoro di coordinamento con le diverse realtà interessante (gruppi di volontariato, comitati di quartiere, gruppi di auto-aiuto tra famiglie, associazioni, etc.). per raggiungere questi obiettivi è necessaria un'opera di sensibilizzazione sui benefici del verde e l'attuazione di alcune strategie per il coinvolgimento della popolazione, in merito alle quali si forniscono alcune indicazioni nell'appendice 2.
Il "sistema delle aree a verde" non può infine prescindere dalla rete di connessioni con il territorio circostante, che comprende numerose aree agricole e private con buona potenzialità di valorizzazione: l'importanza degli interventi mirati alla conservazione, al miglioramento ed alla connessione di queste aree con il sistema del "verde costruito" (cioè del verde più propriamente urbano oggetto del presente studio), ancorché di non stretta pertinenza del presente studio, viene richiamata nel prosieguo della presente relazione e nell'appendice 2.


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